RVI: indicatore tecnico Relative Vigor Index

Il Relative Vigor Index non è un indicatore tecnico molto conosciuto tra i trader alle prime armi, ma i professionisti sanno bene che questo oscillatore è molto utile per prevedere il mercato e per avere segnali validi.

Gli indicatori tecnici sono gli strumenti più adatti per chi decide di utilizzare l’analisi tecnica come parte integrante del suo trading. Sicuramente non sono degli strumenti che permettono di prevedere il futuro in quattro e quattr’otto, ma sono senza ombra di dubbio uno degli strumenti più validi per piazzare trade a mercato veramente valide e profittevoli. Tuttavia non è giusto prendere tutto per oro colato. Ogni strategia con l’analisi tecnica deve rispettare adeguate regole di money management. Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.

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Che cos’è il RVI

Il Relative Vigor Index, è un indicatore tecnico che ha un funzionamento molto simile allo stocastico, con la differenza che il prezzo di chiusura viene solitamente confrontato con quello di apertura, rispetto al minimo del periodo. Se siete interessati alla formula per calcolare questo indicatore, è la seguente: RVI (Relative Vigor Index) = (Chiusura – Apertura)/(Max – Min).

Si tratta di un indicatore molto usato in analisi tecnica, che misura la forza di un determinato movimento e permette di valutare le possibilità che il trend possa continuare oppure invertirsi. L’idea che sta alla base del Relative Vigor Index è che nei mercati rialzisti i prezzi solitamente chiudono più in alto rispetto all’apertura. Questo “vigore” quindi è il movimento che si verifica in base a dove i prezzi si trovano alla fine della sessione.

I trader utilizzano questo indicatore per identificare dei cambi di direzione e incrementi nei mercati rialzisti. Questo accade quando il momentum del trend è in fase di aumento e i prezzi di chiusura sono maggiori rispetto a quelli di apertura. Questo indicatore viene solitamente classificato come un "oscillatore", dato che i valori possono essere sia positivi che negativi. Il grafico dell'indicatore ha tipicamente una mediana centrale a "0,00" con l'RVI affiancato alla media mobile ponderata.

Interpretazione RVI

L’indicatore tecnico RVI viene solitamente interpretato in modi ben precisi. Solitamente, dei valori alti vengono interpretati come un mercato che è in fase di ipercomprato, ovvero viene quindi suggerito il segnale di "vendere". Con i valori bassi invece, è un segnale abbastanza importante di ipervenduto, che quindi rimanda all'azione dell'acquisto.

Il Relative Vigor Index, o RVI, viene utilizzato dagli analisti e trader per avere un aiuto ad identificare le tendenze dei prezzi. L'indice è basato sul presupposto che il rapporto tra i prezzi di apertura e chiusura giornalieri possono dimostrare quanto moto c’è dietro un movimento di mercato. Questo è molto simile all’indicatore dell’oscillatore stocastico, con la sola differenza che lo stocastico confronta la chiusura con il minimo, non con l’apertura.

L'origine dell’RVI è comunemente attribuito ad un articolo del 2002 di John Ehlers intitolato “Something Old, Something New” ovvero “Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo”. Ehlers spiegò come i prezzi tendono a chiudere relativamente più alto quando lo slancio bullish è più forte e, al contrario, tendono a chiudere più in basso quando lo slancio bearish è più forte.

Che i movimenti dei prezzi bullish chiudono sempre in positivo e i mercati bearish chiudono in negativo è un qualcosa di estremamente ovvio, ma ci sono dei dettagli molto importanti che in pochissimi considerano. Qualsiasi mercato si apprezza quando le nuove chiusure sono maggiori rispetto a quelle precedenti, ma i mercati che attirano molti più acquirenti che venditori hanno l'effetto di fare offerte al rialzo per quanto riguarda i prezzi durante tutta la sessione di trading. Quindi questo significa che la chiusura tende ad essere molto più vicina al massimo e l’apertura più vicina al minimo durante un uptrend con molto slancio rialzista.

È vero anche l’opposto nei mercati bearish, e avviene quando troppi venditori spingono il prezzo delle azioni al ribasso per tutta la giornata fino a raggiungere una qualche forma di equilibrio tra acquirenti e venditori. Questo è dove il RVI può tornare ancora una volta utile; un riequilibrio dell’energia di acquisto e vendita dovrebbe essere accompagnato da prezzi di apertura e di chiusura con un gap che è notevolmente inferiore a quello tra i prezzi massimi e minimi.

RVI Strategie

Le migliori strategie del Relative Vigor Index vengono applicate nella stessa maniera in cui vengono anche applicate quelle del MACD. L'RVI è un indicatore di momentum, che è destinato a fornire una misura della forza del trend. Esso misura la forza o la debolezza della price action confrontando il prezzo di chiusura di un titolo al suo range di trading per la sessione in questione.

Quando il RVI mostra una divergenza ribassista dal prezzo ovvero quando il mercato non riesce a superare un nuovo massimo quando la price action si muove verso un nuovo massimo, è comunemente interpretato come un'indicazione che il mercato sta finendo il suo slancio verso l'alto e potrebbe invertire il trend al ribasso. Questa situazione offre una breve opportunità di profitto per i commercianti, tramite lo short selling (vendita allo scoperto).

RVI Segnali

rvi segnali
  • Se la linea del Relative Vigor Index incrocia dall’alto verso il basso l’altra linea (considerata di segnale) durante un uptrend, potrebbe arrivare un’inversione. Quando invece la linea RVI incrocia dal basso verso l’alto l’altra linea di segnale durante un trend ribassista, anche qui potrebbe invertirsi il trend.
  • Se il trend sta invece procedendo laterale (come abbiamo già spiegato nella sezione “Interpretazione RVI”, il RVI in fase di ipercomprato può generare un segnale di vendita, mentre quando è in zona di ipervenduto può segnalare un segnale di acquisto.