Quali sono i rischi dopo questo innalzamento dei tassi da parte della Fed?

La Fed ha alzato i tassi, bene… Ma quali sono i risvolti più importanti sui mercati. Facciamo un riassunto dei fattori fondamentali che cambieranno nei prossimi anni.

La Fed ha alzato i tassi d’interesse questo lo sappiamo tutti, più o meno

Il 16 Dicembre 2015, il Presidente della Federal Reserve, la famosa banca centrale USA, ha innalzato i tassi d’interesse in pompa magna. Prima si trovavano a 0.25%, e adesso andranno a 0.50%. E’ un annuncio in qualche modo storico, che potrebbe porre fine all’azione a cui ci ha abituato la Fed negli ultimi anni: stampare dollari.

L’ultimo innalzamento dei tassi risaliva al 2006, mentre dal 2008, i tassi erano rimasti a valori prossimi allo 0.

7 anni è durato il calvario della Fed, per cercare di far uscire dal paese i gloriosi Stati Uniti d’America. Come ha fatto? Tassi bassi, facendo incetta di titoli grazie al QE (quantitative easing). Il credito è stato quindi alleggerito e agevolato, ma i rischi di esplosione di bolle finanziarie sono aumentati a dismisura.

La Yellen adesso ha quindi detto stop, il grosso è fatto. L’economia USA è in ripresa, i dati sono stati monitorati per mesi, anni, e adesso l’economia dovrebbe essere in grado di andare da sola. E’ quindi il primo passo di fatto verso un’economia nuova e vera, e si dovrebbe raggiungere un tasso dell’1.4% entro fine 2016, 3.4 nel 2018. Tra tre anni i tassi dovrebbero rientrare quindi nella norma, ovvero intorno al 4%.

Secondo molti economisti però, l’innalzamento dei tassi potrebbe portare non pochi grattacapi alla ripresa, come ad esempio rovinare il settore immobiliare e quello delle auto. “Alcuni studi recenti”, secondo il Washington Post, “sostengono che un punto percentuale in più di interessi provoca un calo delle vendite di auto pari al 3 per cento”. Tra l’altro la ripresa statunitense non è così solida come sembra, visto che “i salari non crescono e che molte persone non risultano nella lista dei disoccupati semplicemente perché hanno smesso di cercare lavoro”.

Tassi molto più alti, aumenteranno però i rendimenti degli investimenti delle famiglia statunitensi, e porteranno nel paese molti più capitali, che purtroppo dal 2008 erano fuggiti reso altri lidi, che cercavano ovviamente più alti.

Un valore del dollaro più alto, non sarà sicuramente un buon motivo per le aziende estere che si sono indebitate in dollari, questo significa che dovranno pagare molto di più per saldare il debito. Un esempio è la Cina, che è molto indebitata in dollari.

Problemi anche per il Franco Svizzero e l’Euro

L’apprezzamento del dollaro porterà quindi al fatto che l’euro e il franco svizzero si svaluteranno, favorendo le esportazioni negli Stati Uniti.

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