Perché lo spread sta scendendo

Uno degli argomenti più caldi degli ultimi mesi è stato lo spread, cioè il differenziale tra i tassi di interesse pagati dall’Italia sul proprio debito pubblico a 10 anni e quelli pagati dalla ben più virtuosa Germania.
E’ un numero importante: visto l’ammontare del debito pubblico del nostro paese, ogni punto di spread vale parecchie miliardi di euro che escono, di fatto, dalle tasche del tartassato contribuente europeo. Ora, in pochi mesi lo spread è sceso parecchio.

Meriti di Monti
Sicuramente Mario Monti ha il merito di aver riportato il prestigio dell’Italia in Europa. Tuttavia, se vogliamo prescindere dalle questioni di immagine, è innegabile che le misure prese da Monti siano solo un tampone, in grando di arginare una situazione che stava diventando disperato, ma non sono state prese misure draconiane per il taglio della spesa pubblica ne tantomeno si è ancora riusciti a fare la assolutamente necessaria riforma del mercato del lavoro. Di fatto Monti è stato forte con i deboli (lavoratori autonomi, piccoli imprenditori) e debolissimo con i forti (grandi potentati economici, banche, sindacati). Gli effetti della manovra Monti sono stato un pauroso carico fiscale e, per lunghi anni, sentiremo gli effetti recessivi di questa manovra. Diciamo che la spettacolare discesa dello spread a cui abbiamo assistito non è merito di Monti però dobbiamo dire che se al governo ci fosse ancora stato il Presidente Berlusconi per varie ragioni non sarebbe avvenuta. Ma le cause di fondo sono altre.

Il salvataggio della Grecia
Il salvataggio della Grecia, che ha potuto non pagare una grande quantità dei debiti che aveva accumulato negli anni per finanziaria la sua spesa pubblica allegra, ha portato fiducia ai mercati. Questo significa che, allontanandosi almeno per il momento il rischio di una catena di default, i grandi fondi e i grandi operatori hanno ricominciato a comprare titoli pubblici di paesi europei anche a rischio, magari attratti anche dagli alti interessi che paesi come l’Italia sono stati costretti a concedere.


Il salvataggio della Grecia ha contribuito molto alla diminuizione dello spread

L’effetto Draghi
Draghi ha immesso una marea di liquidità nel sistema bancario. Le banche si sono trovate con centinaia di miliardi di euro pagati al tasso dell’1% annuo. Tutti questi soldi non sono stati girati al sistema produttivo perché le banche, giustamente dal loro punto di vista, non si fidano della capacità delle imprese di restituire il denaro ricevuto in prestito ma è stato utilizzato per comprare titoli pubblici che magari rendono il 5%: di fatto un profittto netto per le banche del 4% ma, allo stesso tempo, una boccata di ossigeno per gli stati che hanno potuto finalmente iniziare a respirare e allontanare lo sprettro del default.

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