Ma il trading online è immorale?

Parlare di speculazione, sui grandi media, è sempre sinonimo di parassitismo. Chi fa trading online fa speculazione, su questo non ci possiamo certo nascondere dietro un dito. Il fatto è che la speculazione non è un fatto immorale come viene tipicamente dipinto. Il problema di fondo  è nella nostra cultura che demonizza il denaro soprattutto se guadagnato senza troppo sforzo.

Ma la speculazione o il trading online non solo non sono immorali ma sono addirittura utili al sistema economico. Il fatto è che la speculazione velocizza l’aggiustamento del prezzo degli asset finanziari che altrimenti sarebbe lentissima. E se gli asset non hanno il prezzo corretto, l’allocazione delle risorse finanziarie non è ottimale e quindi c’è meno crescita e ci sono meno risorse per tutti.

Prendiamo il prezzo del petrolio. Se fosse troppo basso rispetto al valore effettivo, moltissimi trader correrrebbero a comprare cfd o opzioni sul petrolio (o altri contratti derivati) facendo salire il prezzo in modo veloce. Idem nel caso in cui il prezzo fosse troppo alto rispetto alle condizioni e alla necessità di mercato. Sono i trader piccoli e grandi che muovono i mercati e fanno sì che il prezzo degli asset siano quelli giusti.

Chi fa trading online ha il merito, dunque, di collaborare a far crescere l’economia. Il fatto che guadagna anche parecchi soldi non deve autorizzare nessuno a dire che i soldi guadagnati sono troppi o non meritati. Alla fine il trader è la persona intelligente che sa cogliere le opportunità dove ci sono: l’invidia sociale, l’invidia contro le persone che riescono finalmente a raggiungere il benessere economico, muove spesso questi esecrandi giudizi.

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