Sono i titoli a minore capitalizzazione quelli che stupiscono…

Il Ftse Mib è stato trascinato nella seduta appena conclusa in “profondo rosso”, perché i titoli che più contribuiscono all’indice (i titoli a maggiore capitalizzazione) hanno perso terreno, in modo consistente, chi per un motivo chi per l’altro, tutto ciò incidendo sul raffreddamento del sentiment di mercato. E’ il momento, allora, di quei titoli meno importanti che, di certo, non cambiano il Ftse Mib ma lasciano qualche spunto di riflessione. Forse, ci stiamo avvicinando per tendenza dell’azionario al comparto Usa dove sono le Mid Cap a surriscaldare la borsa, molto più dei grandi colossi. Quello che ci manca, a tal proposito, è una maggiore integrazione tra mercati finanziari e segmento industriale.

I migliori a Piazza Affari

La migliore “volata” di borsa è per il titolo Alerion attivo nel settore delle energie eoliche ed alternative che guadagna sul terreno di borsa un bell’11%.

Bene tutte le piccole società autonome o collegate che si occupano dell’editoria e della comunicazione. Tra queste: Telecom Italia Media, Mondo Tv France, Vita Società editoriale, VrWay communication.

Alcuni nomi non sono tra i più conosciuti ed i segmenti in cui sono quotate le piccole società non sono frequentate allo stesso modo dagli investitori rispetto ai comparti dedicati per le società major (a maggiore capitalizzazione) ma sicuramente possiamo fare delle scelte di investimento mirate per tipologia di settore. Le informazioni trasmesse al mercato non hanno lo stesso grado di diffusione rispetto alle società a maggiore capitalizzazione che hanno obblighi maggiori.

Quindi, sceglieremo il settore energetico (non quelli connessi all’estrazione petrolifera, al momento ma tutto ciò che concerne le fonti rinnovabili), le telecomunicazioni, la comunicazione e l’editoria, nonché quelle società che sembrano difendersi bene sul mercato, malgrado la loro non “imponenza”.

Facciamo un esempio. La società Piaggio, malgrado sia molto conosciuta, non rientra tra le società a maggiore capitalizzazione ma è tra quelle che meglio si difende sul mercato, nonostante la crisi. Continui i progetti di investimento in ricerca, ad alto valore aggiunto ed innovativo. Nell’ultima seduta, ha guadagnato terreno per quasi il 3%.

L’azionario ci sta riservando non poche sorprese ma la maggiore volatilità e la minore gradualità nei movimenti di “rintocco” delle quotazioni li stiamo notando per le piccole azioni, ed un po’ meno per i grandi colossi. Rimaniamo dell’idea che bisogna assumersi sempre i rischi dell’investimento e che il mercato lasci sempre spazio a dubbi ed incertezze.

Sul segmento Usa, le azioni dei colossi, in effetti, come pre-annunciato, similarmente a come sta avvenendo con noi, non sono particolarmente volatili. Ricordate che volatilità non vuol dire maggiore o minore tendenza a piazzare risultati positivi o negativi, ma proprio la tendenza dei prezzi a cambiare nel tempo.

Vediamo l’esempio con il titolo Fiat che sembra andare molto bene a Wall Street:

fiat

Risultati di tutto rispetto sul terreno di borsa. Eccovi però un esempio di maggiore volatilità.L’asset che, per tradizione, è caratterizzato da una maggiore spinta dei prezzi a variare nel tempo è rappresentato dai bitcoin che possiamo vedere nel riquadro sottostante.

bitcoin

Come potete vedere, in un frame rate molto piccolo, i prezzi tendono a cambiare di frequente.

Gli azionari sono tra i preferiti dagli investitori che tengono sempre d’occhio il mercato, dato che, a prescindere da una maggiore o minore volatilità, sono proprio gli azionari ad essere caratterizzati da una reattività di mercato per nulla insignificante. Giusto per fare un esempio, è bastato l’annuncio da parte di Azimut sull’accordo transattivo ottenuto con il Fisco per causare un crollo enorme delle quotazioni, sino a perdere anche il 12% su base annuale. E’ stato sufficiente solo la comunicazione del piano di razionalizzazione delle azioni da parte di Unipol, ed a prescindere che fosse dato effettivamente atto a tale piano, a scatenare la bufera sul mercato.

Insomma, le azioni ultimamente funzionano meglio del “tiro al piattello”.

Le presenti non costituiscono indicazioni all’investimento e, inoltre, bisogna sempre assumersi tutti i rischi dell’investimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *