Fondamentali forex

Sì, è vero chi scrive è ben conscio che tradare ha i suoi rischi, seppur presi con la massima consapevolezza finanziaria, e che bisogna predisporsi anche mentalmente ad affrontare con serietà il forex (e pur volendo trattarlo come un mero hobby, basta sapersi gestire).

Con il forex, si decide di investire su pair o coppie di valute e ciò ha certamente un nesso fondamentale con le decisioni di politica economica (in particolare, di natura monetaria) e lo scenario economico che ci circonda.

Basti pensare ad alcuni semplici dettagli che esporremo in breve, cercando di porre in risalto quegli aspetti più ciclici e meno saltuari dei cambi:
Si può investire nel Forex, pensando alle materie prime, nonché alla bilancia commerciale. Non per nulla, dopo la recentissima rilevazione in calo dell’indice Zex, ha creato un boomerang-target che gli investitori che hanno spostato la loro attenzione verso la bilancia commerciale della Germania e dell’Euro-zona, ed anche volendo trovare una spiegazione plausibile al Super-Euro, quasi spasmodicamente tenuto lì sul fronte di un’economia Usa in netta ripresa (apprezzamento contestuale del dollaro Usa). Parliamo, ad esempio, anche del dollaro Canadese che è certamente correlato positivamente con la quotazione del petrolio, essendo il Canada una delle economie più esportatrici delle risorse petrolifere.

Si può investire nel Forex pensando ai rapporti commerciali tra due zone che generano un effetto-domino sul cambio (pair o coppie di valute tra di esse correlate). Ad es. il Giappone esporta molta tecnologia verso l’economia Usa e ci tiene a svalutare competitivamente la propria valuta, essendo l’economia fondata sulla domanda estera

Si possono prendere in riferimento le decisioni di politica monetaria, in termini di tassi. Questa è la fase ad es. in cui è da attendersi un inasprimento dei tassi dell’economia Usa ed un apprezzamento ulteriore del dollaro Usa, in rispondenza del buon andamento economico, confermato anche dai dati sulla disoccupazione

Purtroppo, non è tutto così facile ed a comprova il mese di febbraio è stato per il Forex uno dei più indecifrabili in cui i magnati delle correlazioni del cambio sono tutti crollati, non rispettando le aspettative: né l’oro fisico, né il dollaro Usa e neanche quello Canadese. Forse ha troppo inciso l’incertezza sulle decisioni di politica economica.

Detto questo, riflettendoci il Forex non si nutre di pura fantasia ma dobbiamo aggiungere delle considerazioni ulteriori, per completare il nostro discorso, altrimenti pochi sarebbero gli effettivi riscontri pratici.

Il Forex opera in un mercato non regolamentato (Over The counter) e ogni piattaforma può imporre regole del gioco differenti che a noi possono stare bene o meno. Basta esserne, per lo meno consapevoli.

Giusto per fare un esempio spicciolo, in realtà, non sempre il mercato corrisponde all’andamento reale del sottostante se vi è l’intervento del market-maker che, a differenza del broker, giunge a dare vita ad una sorta di mercato sotterraneo, in funzione delle decisioni dell’operatore di trading. Se puntiamo long, la nostra controparte sarà il market-maker e non necessariamente un altro investitore. E’ tutto quasi una sorta di automatismo, se non fosse che questa controparte si sentirà disincentivata a controbilanciare un nostro errore di puntata. Ma se ci si pensa è ragionevole.

Il broker, invece, è solo un intermediario che si occupa del regolare funzionamento del mercato, in cui può entrare o meno .
Un caldo consiglio è di rivolgersi agli intermediari regolarmente autorizzati, e soprattutto se si è alle prime armi. Con ciò non è da togliere a nessuno la libertà lecita di imporre regole del gioco alternative alla comunità degli investitori, consapevolmente accettate.

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